lunedì 27 agosto 2012

Si può fare...

(Ritratto di Auguste Toulmouche)

La bellezza  per alcuni è una fortuna data dalla natura, per altri un processo di miglioramento,  scoperta e valorizzazione delle proprie caratteristiche e potenzialità.Talvolta contrario dell'omologazione a canoni precisi.
Possono esservi particolari "imperfetti", nei volti o nei corpi, con cui si può creare uno stile caratteristico e personale. Il risultato è speciale.
Solo la trascuratezza è spiacevole da vedere. E spesso è dovuta alla sfiducia nella possibilità di “migliorarsi”. Invece arrivare a sentirsi bene nella propria pelle per progressive conquiste è molto più gratificante che avere avuto questo “dono” da madre natura.


giovedì 9 agosto 2012

Quanto conta l'aspetto esteriore?

“Quanto conta per lei l’aspetto esteriore nelle relazioni sociali?” A questa domanda (sondaggio europeo del 2007) il 35% degli intervistati rispose “Non molto”, il 30% “Poco”. Il restante 35% si divise tra “Parecchio” e “Molto”. I risultati si invertivano quando la domanda era posta in maniera non diretta. Per il 67% l’aspetto contava molto o parecchio. Paura di sembrare superficiali o scarsa capacità di analisi delle persone a comprendere i propri meccanismi mentali?


                                               (Dipinto di Tamara De Lempicka)

venerdì 3 agosto 2012

Che tipo alimentare sei?


Dellera e Sorrentino, nel loro saggio “La psicodieta” (1994, Mondadori, Milano), attraverso un sondaggio su larga scala, hanno delineato quattro di quelli che chiamano “tipi alimentari”:
1. Regressivo, dalla personalità infantile, per cui il cibo rappresenta una forma di consolazione.
2. Aggressivo, nervoso ed impaziente, che con il cibo soprattutto si sfoga.
3. Difensivo, con personalità fragile, che nel cibo vede una protezione.
4. Depressivo, per cui il cibo può diventare un ottimo riempitivo simbolico quando si sente vuoto o giù di morale.

mercoledì 1 agosto 2012

Attenzione alle diete!

Con le dovute eccezioni, iniziare una “dieta”, soprattutto in età giovanile, non salvaguarda dall’aumento di peso ma, paradossalmente, può predisporre al sovrappeso. Studi recenti mostrano che nei giovani sottoporsi a restrizioni nutrizionali costituisce il più importante fattore predittivo dell’insorgenza, dei “disturbi alimentari psicogeni” quali bulimia ed anoressia nervose. Tra le adolescenti, il sottoporsi ad una dieta aumenta di cinque volte il rischio di sviluppare in seguito tali disturbi. Le ragazze che si sottopongono a digiuni o a regimi molto restrittivi il rischio è 18 volte superiore.
Talvolta si sviluppa un’abitudine ad alternare per anni periodi di dieta a periodi di non-dieta.
La dieta, intesa come regime nutrizionale restrittivo e temporaneo, di solito, dopo un primo periodo di efficacia, predispone il soggetto ad aumento di peso.
Spiegazione:
-piano metabolico: la macchina umana, collaudata nei millenni per sopravvivere adattandosi alla eventuale carenza di cibo, a fronte della relativa deprivazione a cui il corpo è sottoposto quando è a dieta, mette in atto il risparmio energetico e l’assimilazione più efficiente dei cibi.
-piano psicologico: le restrizioni nutrizionali o le rinunce ai cibi preferiti risultano sempre meno accettabili con il passare del tempo, a)perché sempre meno efficaci b)perché il desiderio del cibo aumenta fisiologicamente. Incide soprattutto la mancata correzione delle precedenti errate abitudini alimentari: quando prevale l’impulso alla trasgressione delle regole, queste abitudini mai modificate riprendono il sopravvento, accompagnate da eccessi che magari non esistevano prima ma che sono una risposta al venir meno delle restrizioni.
-effetti sull’umore: inizio della dieta accompagnato da euforia, delusione se non si riescono a mantenere i propositi, si abbandona la dieta, si riprende peso. Rischio di ricorrere a “trucchi” come i diuretici, i lassativi, il vomito alternati alle abbuffate; la situazione può sfuggire al controllo, con l’instaurarsi del vero e proprio disturbo alimentare.